Cosa succede quando una forza inarrestabile incontra un ostacolo inamovibile?
16 mag 2012 4 commenti
in Uncategorized Etichette: combustibili fossili
“Quarant’anni passati tra gli uomini, mi hanno insegnato come gli esseri umani siano refrattari alla ragione. Mostragli il pennacchio fulvo di una cometa, insinua in loro una paura inspiegabile e li vedrai correre fuori dalle loro case a tale velocità da rompersi le gambe. Ma digli una frase ragionevole, dimostrala con sette argomenti, e ti rideranno in faccia.”
Vita di Galileo – Bertolt Brecht.
Diverso tempo fà conobbi una donna graziosa e il suo “uomo” che abita nei pressi di San Marco a Perugia, Deborah e Alessandro si chiamano, loro mi fecero conoscere un altro modo di vedere le cose, mi aiutarono a capire che DAVVERO il mondo è in multicolor, quando un tempo pensavo ci fosse solo bianco, nero e qualche sfumatura di grigio.
Devo ringraziare loro…e ovviamente anche Stefano per il “supporto” e la pazienza dimostrata in tutti questi anni;
…dicevo: Deborah & co. facevano (e fanno) parte di un movimento chiamato “transition town” un folto gruppo di persone di diverse nazionalità che sono intenzionate a traghettare l’attuale paradigma basato sui combustibili fossili a basso prezzo, ad uno basato sulla comunità.
“che figata” mi son detto, poi aggiunsi :”voglio provare anche io nella mia comunità, però dò un termine al progetto, qualcosa oltre il quale è necessario fare un riassunto della situazione: 3 anni.”
i 3 anni sono passati da un anno, 3 anni intensi, pieni di gioia, amarezza , di lavoro, di serate passate lontano dalla moglie prima e da mia figlia poi, di crescita interiore e di, purtroppo, aspettative deluse; qui torniamo quindi al titolo del post, se un ostacolo inamovibile ti si para davanti e la tua “voglia di cambiare” è una forza inarrestabile, l’unica cosa che otterrai sarà solo una gran craniata in fronte all’ostacolo, perchè un conto è avere “forza”, un conto è avere “massa”.
…e la massa, 3 anni fà, ancora non era pronta.
Poi però ci sono i cambiamenti che nessuno si aspetta, quelli che ti fanno preoccupare per il mutuo, per il fine mese, per la benzina a 2 euro/lt, i cambiamenti dell’IMU, la mancanza di certezze e di lavoro.
…la mancanza di sicurezza per il tuo futuro.
“shit happens”…c’est la vie, ragazzi miei….e la massa cambia; poi ti accorgi che neanche serve tutta questa “forza” per vedere il cambiamento, il cambiamento arriva e non ci puoi fare niente, ti ritrovi in un mondo diverso e prima osservi che “non ci sono piu fragole a dicembre, sullo scaffale” per poi arrivare a domandarti :”azz, l’ipermercato è chiuso, la banca pure, non c’è un pezzo di terra fertile, cosa mangio stasera?”
Le crisi portano cambiamenti, tutto cambia, in continuazione, la bravura stà nel seguire il flusso e non fare nè la “forza” nè la “massa” perchè altrimenti ci si ritrova al concetto di “craniata” di cui sopra.
Partire 3-5-10-20 anni fà ci avrebbe dato margini di sicurezza maggiori…ma si sà: all’uomo moderno piace l’adrenalina…
Amooore! Il tavolo!
09 mag 2012 3 commenti
in autocostruzione, autoproduzione, decrescita felice, Reskilling, saper fare Etichette: abete, autocostruzione, legno, tavolo

Molte volte mia moglie è li a dirmi: “quanto mi piacerebbe avere un posto per le mie passioni!“ ; beh…ok!
Dopo mesi di questo mantra, ecco qua un bel piano autocostruito in abete, tutta roba di quarta scelta, 35 euro di materiale per un tavolo da 2,5×1 metro…10 ore di lavoro con attrezzature davvero molto hobbistiche.
hai voglia a decoupage!

Ecco, cosa c‘entra con il filo di paglia? C‘entra eccome! Il perfetto consumatore è l‘incapace a usare mani e cervello; rifletteteci su
Semina del grano su sodo e distanziata: i risultati
15 apr 2012 2 commenti
in agricoltura naturale, autoproduzione, decrescita felice, nuovi paradigmi, permacoltura, Reskilling, saper fare, sostenibilità, Uncategorized Etichette: direct sowing, diretta, grano, no tillage, seed sowing, semina, sodo, triticum aestivum
…Naturalmente i risultati sono quelli relativi alla crescita, per la raccolta se ne parlerà più in là, ho già parlato del mio esperimento riguardo la semina del grano qui, in pratica ho realizzato tre parcelle contigue nelle quali ho seminato lo stesso tipo di grano con tre tecniche colturali diverse, la classica , la semina su sodo e la semina distanziata, niente link perchè se ne parla sui quaderni di ontignano…wikipedia è sprovvista.
dunque:
SEMINA CLASSICA
SEMINA DISTANZIATA (primo rincalzo)
SEMINA SU SODO
come è evidente, la semina classica ha dato i risultati migliori: tutti i semi hanno germogliato il grano ha ben accestito, la semina distanziata, pur avendo una crescita di accestimento migliore, ha avuto una scarsissima germinazione del seme, questo è derivato principalmente dal fatto che le “cunette” con il vento e la pioggia, scivolando hanno sotterrato il seme ,
la semina diretta è quella che ha avuto una buona germinazione del seme ma una crescita davvero modesta, naturalmente stiamo parlando di una semina a BASSISSIMO uso di energia, infatti sia per la semina “classica” che per il metodo a file distanziate, si è proceduto ad una aratura di 25 cm, fresatura e successiva semina (per la distanziata, ovviamente prima c’è stata la formazione delle cunette); mentre per la semina su sodo c’è stata solo…la semina su sodo!
aspetteremo la raccolta per verificare quanto grano è stato prodotto per unità di seme, calcoleremo infine anche la quantità di energia diretta (diesel del trattore) utilizzata per le lavorazioni, per quella indiretta (acquisto del trattore) le cose si complicano un pò; stiamo sempre e comunque parlando di produzioni familiari.
Avete visto mai api morire di fame?
19 mar 2012 2 commenti
in agricoltura naturale, autoproduzione, nuovi paradigmi, permacoltura, Reskilling, saper fare, sostenibilità Etichette: api, arnia, covata, gelo, inverno, miele
Questa presentazione richiede JavaScript.
l’inverno è stato molto, molto rigido; in questa situazione le api tendono a formare un gruppo compatto al centro dell’arnia, cercando di non morire di freddo, il problema di questa “strategia” è che le riserve di miele cristallizzano e le api non riescono ad estrarlo dalle cellette; risultato? quello in foto: i “culi” che vedete sono quelli delle api che cercano di raschiare le uniche cellette con il miele ancora liquido…considerate che dentro quell’arnia c’erano qualcosa come 30 kg di miele, tutto cristallizzato.
così per 6 arnie su 8, fortunatamente sono sopravvissute due arnie con altrettante regine, la vita continua, il miele pure.
per velocizzare la crescita delle altre due colonie, ho scoperchiato un pò di cellette con il miele in scorta, in questo modo le api, invece di cercare il nettare in giro, andranno ad utilizzare direttamente le abbondanti scorte, rafforzandosi.
Il Filo di Lana?!?
19 mar 2012 Lascia un commento
scusate ma…chi è riuscito ad entrare nel mio blog, usando la parola “filo di lana” merita davvero un applauso!
ma soprattutto: chi cribbio sei?
che fave!
09 mar 2012 Lascia un commento
in autoproduzione, permacoltura, Reskilling, saper fare

Da noi le fave si seminano dopo “i morti“; un motivo c‘è e si chiama “gelata“.
I piccoli germogli resistono meglio ai rigori invernali, anche se alcune foglie sono nere, la pianta crescerà comunque sana e produttiva
graticcio per viti
09 mar 2012 5 commenti
in autocostruzione, permacoltura, Reskilling, saper fare

Il graticcio su cui far salire un paio di viti è un “must“ , completamente autocostruito, in ferro e tiranti in cortina di acciaio.
Ora c‘é solo da attendere qualche buon anno per vedere delle viti arrampicata e gustare uva bianca
Le novità di Marzo
06 mar 2012 Lascia un commento
in Uncategorized Etichette: il grano, semina, trevi
un pò di novità, Google ha deciso di fare un “refresh” della zona di Trevi, includendo generosamente anche il mio campo…e infatti eccoci qua con la strada che andrà sulla futura (forse) casa, a destra è evidente un pezzo di 3 ettari (sembrano di piu è vero..sono 3 ettari) che ho seminato a miscuglio politifita stabile, includendo il Loietto al 50% , del trifoglio repens , Festuca e un’altra pianta che ora non mi ricordo, non ho qua il registro.
lo scopo è quello di rifornire di “pappa buona” il terreno mediante sfalci e sovesci, purtroppo i 3 ettari sopra non hanno risposto bene all’impianto della medica da sovescio, devo provare con un prato più rustico.
il frutteto si è spogliato dell’abito invernale, iniziando a ricacciare i primi getti, il grano (i tre tipi di coltura) si è risvegliato, facendomi capire che la semina distanziata, in realtà, è solo un enorme spreco di tempo…ma ancora è lunga la strada per la raccolta, staremo a vedere.
SAPERE AUDE
13 feb 2012 Lascia un commento
in nuovi paradigmi, vecchio paradigma
Sapere aude! (lett. “abbi il coraggio di conoscere!“) è un’esortazione latina, la cui attestazione più antica è rintracciabile in…. bla bla bla il resto lo trovate sulla nota super-enciclopedia.
Ieri sera, dopo 3 ore davanti ad un NE555 che non ne voleva sapere di oscillare sul simulatore, ho capito che era il simulatore che non andava.
“Bene” , mi sono detto è ora di metter mani all’hardware…e l’hardware ha funzionato.
…pensavate che mi limitassi a zappar terra e imprecare contro la pubblica amministrazione? naaa…proprio non ci siamo.
Abbi il coraggio di conoscere, un pò tutti dovremmo averlo, il coraggio di sondare qualcosa di sconosciuto partendo dalla nostra stessa esistenza fino a giungere ai calcoli della trasformata di Fourier
essere eclettici senza scadere nel sincretismo, oggi mi vien voglia di usare paroloni, in buona sostanza: ciò che veramente manca da decenni nel suolo italiano sono le persone che “costruiscono idee”, gente preparata su un pò tutto e che riesce a fare un pò di tutto…e bene!
Un nuovo illuminismo, questo serve! Un atto di forza mentale tale da rompere le catene con l’apatia di tutti i giorni, con i “certo signore, subito signore” e semplicemente … tornare a pensare.
siamo l’anello più debole della catena universale…ma siamo un anello pensante, in questo ultimo secolo il popolo si è scordato la capacità che ci è stata conferita dalla selezione naturale e siamo così rimasti solo l’anello più debole.
sotto le mie e-mail ho sempre inserito questa frase:
“Non cambierai mai le cose combattendo la realtà esistente. Per cambiare qualcosa, costruisci un modello nuovo che renda la realtà obsoleta” (Buckminster Fuller)”
Fuller era un grande nel pensiero il tempo degli occhi spenti e delle playstation accese è finito.
Il futuro appartiene a chi se lo costruisce…
Carta per il rinascimento della campagna di Wendell Berry, Giannozzo Pucci, Vandana Shiva, Maurizio Pallante
03 feb 2012 Lascia un commento
Foto di Mark Cooper
PRINCIPI. L’agricoltura con le attività forestali è indispensabile alla sopravvivenza umana. La campagna provvede a tutti i bisogni fondamentali di acqua, aria, biodiversità, cibo, energia, fibre (cotone, lana, lino ecc) e a tutti i materiali da costruzione. La terra è sacra, non l’abbiamo fatta noi. È la dimora naturale di ogni essere vivente. Sulla terra si fonda l’identità delle comunità umane se non è alienata, frammentata e non è basata su mere considerazioni utilitaristiche.



