SAPERE AUDE

Sapere aude! (lett. “abbi il coraggio di conoscere!“) è un’esortazione latina, la cui attestazione più antica è rintracciabile in…. bla bla bla il resto lo trovate sulla nota super-enciclopedia.
Ieri sera, dopo 3 ore davanti ad un NE555 che non ne voleva sapere di oscillare sul simulatore, ho capito che era il simulatore che non andava.

“Bene” , mi sono detto è ora di metter mani all’hardware…e l’hardware ha funzionato.

…pensavate che mi limitassi a zappar terra e imprecare contro la pubblica amministrazione? naaa…proprio non ci siamo.

Abbi il coraggio di conoscere, un pò tutti dovremmo averlo, il coraggio di sondare qualcosa di sconosciuto partendo dalla nostra stessa esistenza fino a giungere ai calcoli della trasformata di Fourier

essere eclettici senza scadere nel sincretismo, oggi mi vien voglia di usare paroloni, in buona sostanza: ciò che veramente manca da decenni nel suolo italiano sono le persone che “costruiscono idee”, gente preparata su un pò tutto e che riesce a fare un pò di tutto…e bene!

Un nuovo illuminismo, questo serve! Un atto di forza mentale tale da rompere le catene con l’apatia di tutti i giorni, con i “certo signore, subito signore” e semplicemente … tornare a pensare.

siamo l’anello più debole della catena universale…ma siamo un anello pensante, in questo ultimo secolo il popolo si è scordato la capacità che ci è stata conferita dalla selezione naturale e siamo così rimasti solo l’anello più debole.

sotto le mie e-mail ho sempre inserito questa frase:

“Non cambierai mai le cose combattendo la realtà esistente. Per cambiare qualcosa, costruisci un modello nuovo che renda la realtà obsoleta” (Buckminster Fuller)”

Fuller era un grande nel pensiero il tempo degli occhi spenti e delle playstation accese è finito.

Il futuro appartiene a chi se lo costruisce…

Carta per il rinascimento della campagna di Wendell Berry, Giannozzo Pucci, Vandana Shiva, Maurizio Pallante

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Foto di Mark Cooper

PRINCIPI. L’agricoltura con le attività forestali è indispensabile alla sopravvivenza umana. La campagna provvede a tutti i bisogni fondamentali di acqua, aria, biodiversità, cibo, energia, fibre (cotone, lana, lino ecc) e a tutti i materiali da costruzione. La terra è sacra, non l’abbiamo fatta noi. È la dimora naturale di ogni essere vivente. Sulla terra si fonda l’identità delle comunità umane se non è alienata, frammentata e non è basata su mere considerazioni utilitaristiche.

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